Il colore si mangia o si guarda, passa da Formica e si fa cielo per santi e preghiere.
Le preghiere si chinano sulle parole crociate, e la croce mostra tutte le facce del dado.
Il dado sarà anche tratto, ma qui è incollato senza pietà.
La pietà versa lacrime e sangue, eppure la carta del sacrificio era da giocare.
Giocare di gusto, con regole rigide e antiche.
Antiche come le mani che farciscono l’agnello, or ora svuotato d’innocenza.
L’innocenza di un fondo puro, come di un petto che sta per essere trafitto.
Trafitto da spada o da dolcezza, che guardano ogni lato.
Dopo la Passione il corpo si è arreso.
Il sipario si apre su di lui e il pubblico assiste con affamata devozione, ruolo decoroso.
(Lucia Grassiccia, 2014)

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